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TRENTATRE’

Published Date: febbraio 24, 2017

Available in

€10.00

15 X 18
ITALIANO
9788899663292

Description

Trentatré. Trentatré primavere. Trentatré donne.
Una vita, una sola donna.
Trentatré vite che scorrono in un mondo che si muove senza andare da nessuna parte.
Trentatré vite che vanno per strade senza strada in un cammino fatto solo dei loro passi.
Una provincia immobile, uno spazio inutile in cui vivere barcollando tra l’equilibrio su un paio di tacchi a spillo e la tentazione di percorrere a piedi scalzi la Madre Terra nell’ancestrale comunione con la natura che le streghe del nuovo millennio non hanno cancellato ma non riescono più a riconoscere.
Gli animali sono spiriti guida relegati in appartamento e nutriti a croccantini del discount mentre queste maghe un po’ megere, inscenando indifferentemente il ruolo di vittime o di carnefici, inseguono disilluse un amore che non si sa bene se sia un ostacolo alla loro indipendenza o l’antidoto ad una solitudine che a tratti sembra la strada migliore.
Perché a trentatré anni, oggi, l’unica certezza è l’assenza di certezze.
La stabilità di impieghi lavorativi sempre precari (il call center sfiora e governa gran parte dei racconti) diventa l’instabilità di rapporti umani ormai fluidi, privi di forma, di concretezza e della speranza (desiderabile?) di un futuro.
L’amore è allora qualcosa di sensuale e carnale, l’impegno civile e politico diventa cinicamente un gioco per bambini, utile a sbarcare i pomeriggi estivi recitando la parte dei rivoluzionari con convinzione ma senza risultati tangibili.
Il romanticismo è una favola che le culla quando, stanche di giocare, si addormentano e deve rimanere solo fantasia per le vecchie bambine che sono e resteranno per sempre.
Coraggiose e spaventate guerriere in gonnellino a fiori, vestono una corazza che può proteggerle dagli altri ma non da se stesse e, nonostante tutto, alla fine sembrano essere le uniche depositarie di un’inconsapevole saggezza che le salverà da un mondo che chiede loro di essere pulito, sfamato, ordinato, guarito e consolato.
L’unica vera rivoluzione allora si consuma in un gineceo che squarcia il susseguirsi degli impegni di una vita ordinaria e dissipa la banalità partorendo racconti, sensazioni, sentimenti che si specchiano, spesso, nel vetro appannato di un bicchiere di birra tra FEMMINE.”

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